SENTIMENTI

 

Ho provato sentimenti

Di tristezza,di dolore per quelle persone che lavoravano

Di amore e di felicitÓ quando ancora per fortuna non toccava a loro morire;

Di tensione la mattina per fare l’appello,

di tenerezza quando la bambina ritrova finalmente la sua mamma e si abbracciano.

Di dolore per le persone ormai morte entrate nelle camere a gas,

Di brutalitÓ, quando venivano trasportati da una parte a un’altra in un carro chiuso come gli animali.

NON FARE FINTA DI NON VEDERE,

NO, NON PUOI!

 

Daisy

 

 


Andare lÓ e ripercorrere passo dopo passo la storia.

Andare lÓ e vedere la distruzione.

Andare lÓ e capire come persone comuni

possano, ancora oggi, distruggere un popolo,

cancellare la propria esistenza.

Andare lÓ e vedere la morte.

La tristezza.

Il male.

Quando vieni privato della tua anima,

il momento pi¨ significativo rimane la morte.

La morte.

L'unico momento di libertÓ,

addormentarsi per sempre,

per poter cominciare una nuova vita.

Ma un' unica cosa: NON DIMENTICARE MAI...

 

 

Eleonora

 

 


INDESCRIVIBILE

Non fu certo allegra

la visita al museo.

Nessuno pu˛ immaginare

la lunga strage

che fu compiuta dai tedeschi.

I messaggi lasciati

ti dividono il cuore,

al sol pensiero

che possa accadere a te.

Sentimenti e sensazioni

Sono indescrivibili

di fronte al passato,

solo tristezza, odio e solitudine

emergono dal fondo in gran quantitÓ.

Annalisa

 

 


Poesia sul museo al deportato di Fossoli

Siamo entrati nel museo monumento; c’Ŕ freddo, si gela. Provo ad immaginare le sensazioni provate dai deportati. Ma non c’Ŕ paragone tra il freddo che provo io, avvolta nel mio piumino imbottito, e il freddo che hanno provato sei milioni di persone completamente nude, private di ogni oggetto delle propria dignitÓ, del rispetto.All’altezza dei nostri occhi ci sono delle scritte incise sul muro; frammenti di lettere dei deportati. Riesco a leggerne qualcuna e subito vorrei correre a casa per rannicchiarmi nel letto e piangere. Invece resto lý, immobile, con gli occhi nel vuoto. Mi ritornano in mente le immagini dei deportati che ho visto nei filmati a scuola. Sei milioni di persone.Sei milioni di persone morte che avevano una famiglia, una casa, degli amici, degli animali domestici, parenti. Sei milioni di persone a cui era stato tolto tutto questo. Ora entriamo in una stanza. E’ piena di nomi scritti sulle pareti e sul soffitto. Adesso capisco: Ŕ una parte delle vittime del genocidio.

Al campo; sinceramente mi aspettavo di pi¨. Ci sono baracche semidistrutte e due ristrutturate. La guida lo chiama “campo fantasma”. E ha ragione; ho persino immaginato che mi spuntasse da dietro le spalle il fantasma di un bambino morto nelle camere a gas. Vedere tutto questo sembrerebbe tutto naturale e c’Ŕ della gente che ancora non ci crede. Pensare a tutta quella gente che aleggiava nel campo aspettando di essere portato alla morte suscita in me un grande senso di disprezzo verso quell’uomo che era Hitler.

 

 

Federica

 

 

CRUDELE

D'inverno gelido

d'estate ardente.

Non era del tutto splendido

per coloro che l’hanno vissuto.

Le luci soffuse,

i pavimenti oscurati dall'ira che provo.

Non riesco ad esprimere

quel che sento

dentro mio cuore,

a pezzi per le crudeltÓ

che hanno subito ingiustamente.

Ma,dopo la pioggia

c'Ŕ sempre un raggio di sole.

 

Jonathan

 

 

Gli Ebrei

Gli ebrei un giorno furono perseguitati

e un altro deportati.

Venivano caricati,

in treni tutti accatastati

portati,

in campi di smistamento,

in quelli di concentramento

o ancora in quelli di sterminio.

In baracche gelide,

con addosso solo una divisa a righe e un numero.

Privi della loro vita, del proprio nome

e dei propri cari.

Il sol pensiero suscita paura e rancore

Di quel periodo pieno di orrore.

 

Martina

 

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